Non solo mosaico… il ‘900 italiano a Cortina

Approfittando di una breve gita a passeggiare nelle Dolomiti, ho scoperto a Cortina d’Ampezzo, in pieno centro, un museo piccolo ma molto ben fornito dedicato a un collezionista, Mario Rimoldi e alla sua notevole raccolta di opere di grandi maestri del ‘900, tra cui Filippo De Pisis, De Chirico, Massimo Campigli, Mario Sironi e lo sloveno Zoran Music, divenuti suoi amici.

Ne parlo come se conoscessi da tempo il museo e la sua storia. No, per nulla; da buon orso asociale quale sono è stata infatti una felice sorpresa imbattermi in questo piccola ma preziosa scoperta; oltretutto il museo è stato inaugurato nel 1974, per cui credo che qualcuno l’abbia già visitato…

La collezione permanente a Cortina ospita almeno una cinquantina di opere, forse anche di più, non le ho contate, ma ricordo molto bene numerosi lavori di De Pisis, degli  anni ’30 e  ’40, molto vivi e materici, le opere classiche di De Chirico, dai cavalli  alle quell metafisiche (ma degli anni ’50), mostruosamente impeccabili come sempre anche se forse un tantino ripetitive..

Per poi rimanere per diversi minuti imbalsamati (io) davanti a un meraviglioso mosaico di Mario Sironi.

 Ammetto che avevo visto all’entrata del museo una foto proprio di questo mosaico esposto, il che ha aumentato la mia curiosità per visitarlo, ma vi garantisco che l’intera collezione merita.

Ci sono alcune opere di Massimo Campigli, una su tutte “Il Concerto” e altri lavori di Sironi, Casorati e De Pisis che valgono veramente la pena di una visita.

Non mi dilungo a elencarvi tutte le opere, anche perchè nel corso di anni il museo si arricchito di numerose acquisizioni, c’è il sito, che vi allego, che è ben più esauriente di me, con tanto di storia, note e foto.

http://www.regole.it/musei/Ita/Rimoldi/index.php

Lo so che poi è facile rimanere scioccati dalle avanguardie straniere, specie quelle americane (decisamente più avanti rispetto a noi da un punto di vista commerciale) ma secondo me il ‘900 italiano, nella sua vastità creativa non aveva proprio niente da invidiare a nessuno. Certo forse avrebbe meritato una più ampia riconoscenza a suo tempo…

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