Picasso a Milano (com’è andata realmente…)

ok, stamattina ho scritto solo un mucchio di boiate, tanto per vedere cosa succedeva…

In REALTA’ la visita alla mostra di Picasso a Milano, è andata più o meno così:

l’ingresso, come vi avevo già detto, ospita un’ interessante ricostruzione di varie missive tra le parti per l’organizzazione della mostra del 1953, ma abbiamo passato una bella ventata di minuti a controllare bene le note messe a bilancio, constatando le iperboliche cifre spese dagli organizzatori per voci improbabili come ganci e gancetti o altresì esose spese di viaggio (probabilmente gonfiate un po’… si sa, andare fino da Picasso è lunghetta, vuoi mica non fermarti in tutte le osterie possibili-immaginabili della Provenza o acquistare qualche inutile souvenir da regalare alla suocera sfegatata fan di Jean Gabin?!)

fatto sta che… bilancio in rosso, polemiche a non finire e noi ci dirigiamo verso la mostra del 2012.

in effetti, organizzare una enorme retrospettiva su Picasso, genio unico al mondo e riuscire pure a perderci beh, è creatività pura anche quella… ma si sa, siamo in Italia, chi più creativo di noi??

Poi sì, c’era la mostra, quella vera. Qui non mi voglio ripetere. E’ veramente notevole.

A dire il vero forse le 200 opere esposte sono addirittura troppe, perchè dopo un po’, la meraviglia lascia lo spazio alla stanchezza e si sa, la stanchezza può dar sfoghi imprevisti, come ad esempio lo stillicidio del commento ironico a tutte le opere in visione… a voi non capita?

Ad esempio e noi ce lo siamo chiesto: perchè fare una seconda versione del “Bacio”? non bastava la prima di 50 anni circa precedente? Nooooooo!!

Siamo rimasti 20 minuti a cercare di capire quale contorto groviglio umano avesse creato il buon Pablo… allora, a parte lo stivaletto hippie anni ’70 sulla sinistra (e quello ci può stare perchè in fondo siamo tutti un po’ figli dei fiori) ma qual è l’uomo? presumibilmente quello di sinistra. Ma allora la donna è quella di destra, certo piuttosto barbuta. Capisco che donna barbuta sempre piaciuta ma…

E quel braccio lascivo di lupo rachitico che la cinge? Da dove spunta? Era presente forse una terza persona? O un terzo animale? O il masculo, eccitato dal romantico momento si stava trasformando in lupo mannaro franchista?

E quella parte bianca in alto a sinistra cos’è? Una gamba di lei? Come fosse appoggiata alla sua spalla in una sorta di Kamasutra Espanol de la Tauromachia  Selvaggia y Azevedo? E quella tovaglia a quadretti di basso profilo? erano forse i due baciatori così stagliati in guisa di pic-nic bollente?

Suvvia Pablo, creativo sì, ma insomma.. non puoi dipingere le cose e le persone come Cristo comanda? Infatti quasi 50 anni dopo ti sei ravveduto e finalmente ritrai i due baciatori (ormai pure invecchiati un po’) in maniera più civile…

 Oddio, lei brutta era e brutta rimane….

Non trovate che questa versione abbia un non so che di marinaresco? Il fondale bianco e azzurro a righe, lui barbuto come un navigato capitano Findus che bacia l’amata prima di ripartire per i mari dei Bastoncini Impanati del Nord…

Comunque una cosa l’abbiamo notata, scientificamente. A Picasso piacevano le tette. Poteva dipingere qualunque donna mettendogli un occhio di qua, la bocca al posto dell’ orecchio, il naso sulle falangette, ma le tette, quelle non mancano mai. Controllate per credere. Rotonde, quasi mai piccole, colorate bizzarramente, magari dipinte col blu quando finiva il rosso o viceversa, ma mai che non facciano capolino in qualche sua tela bucolica.

(e bravo Pablo!)

ah, ancora una raccomandazione…. smettila di picchiare Dora Maar, piange sempre! Ma che ti ha fatto sta povera donna?! Abbiamo provato a dirle qualcosa, ma sta donna è inconsolabile! e dipingila ogni tanto che sorrida, su!

Vogliamo parlare delle sculture?

A parte che gli organizza-tori dovrebbero spiegare come mai hanno piazzato la sua famosa scultura a forma di toro con le corna fatta col sellino di bici e il manubrio a un’altezza spropositata rispetto alle alte opere… ma poi, anche te! se devi fare una delle tue sculture simpatiche, falla almeno che sia utile, diamine! La famosa donna incinta (secondo me qui un po’ da Giacometti qualcosa non dico abbia rubacchiato ma…) non potevi farla girata al contrario almeno diventava un utilissimo appendiabiti in bronzo vintage?!!

No, perchè tu, Pablo Ruiz y Picasso (e quel “y” la dice lunga, probabilmente eravate due, uno dipingeva e l’altro girava la tela a picimento durante la pittura), devi fare le cose di testa tua!

Ecco. Picasso è così, prendere o lasciare, nessun compromesso. O lo amate (e io lo amo) o lo odierete sempre.

E ricordatevi: semmai vi capitasse di poterne comprare uno, attaccate i gancetti su tutti e quattro i lati, non si sa mai, magari otterrete un effetto ancora più bello dell’originale!

(tanto chi si volete che protesti se questo lo girate al contrario?)

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