Picasso a Milano

Ve l’avevo promesso e ci sono andato.

Queste ultime giornate miti e di sole sono state l’ideale per convincermi ad andare a vedere la mostra. Non vi voglio svelare troppo ma una cosa è certa: bisogna andarci!

E’ un viaggio nel mondo picassiano veramente stimolante, valido, ben organizzato e decisamente corposo, vista la quantità di opere a disposizione. E ce n’è per tutti i gusti, dai primordi, al cubismo, da Dora Maar a Guernica ai baci, fino alle sculture.

La visita presenta all’inizio un breve escursus retrospettivo sulla mostra realizzata a Milano nel 1953, corredata da lettere originali e missive sull’organizzazione della mostra, dove venne portata anche la celebre “Guernica” dopo le riluttanze iniziali di Picasso. C’è pure tutta la nota con i costi per l’allestimento e i ricavi ottenuti (il bilancio segna un bel “meno”, ma vabbè, poco ci importa)

Poi, nella grande sala degli specchi di Palazzo Reale, ecco subito una vecchia conoscenza (per me). L’opera sul massacro in Korea, del 1958, l’avevo già ammirata a Barcellona, durante una sua temporanea anni fa, ma è sempre molto toccante e di grande impatto. Sempre nella stessa sala poi, una serie di documentazione fotografica sull “avanzamento lavori” di Guernica, ampia e suggestiva.

Di conseguenza inizia la vera mostra nelle numerose sale… non posso raccontarvele tutte, sono decisamente troppe, posso accennare però all Uomo con Chitarra del ’17, le “Bagnanti” opera piccola ma meravigliosamente unica (una delle migliori della mostra per me).

Ma non è tutto…

altre opere magnifiche come un grande nudo sdraiato del ’22, dal dinamismo incredibile nella sua staticità, per non parlare dell’ “Acrobata” del ’30, altra opera sorprendente.

Lo so, è solo un misero e striminzito elenco il mio, ma ecco il colpo di scena!

Ci ho pensato a lungo mentre visitavo la mostra e alla fine mi sono reso conto di una cosa; sia ben chiaro, la mia è una semplice opinione personale sebbene molto sviscerata… pensavo che alla fine le opere di Picasso, esclusa qualcuna, non sono emozionanti. Vi sembrerà una bestemmia e lo dico da grandissimo estimatore del suo genio, però sono sicuramente opere meravigliose (non tutte), potessi me le metteri pure in casa, ma non emozionano poi più di tanto.

Cioè, sono belle, veramente belle. e basta.

beh, era una semplice idea, per carità. Sarà che sono a volte arido di sentimenti, quindi è un problema mio e questo comunque non toglie nulla al fatto che lui fosse un genio assoluto e un grande pittore.

Una menzione speciale va però alle sculture esposte, non ce n’erano moltema devo dire che alla fine sono state una delle sorprese migliori, ne accenno un paio, una testa di donna (esposta nella sala con l’ “Uomo alla Chitarra”) e la serie di grandi sculture in bronzo (“Le Bagnanti”) in una delle sale finali, quelle sì, di grande impatto emotivo.

Insomma, che vi piaccia o no, dedicate una giornata a visitare la mostra, non ne rimarrete delusi, garantisco io. E se vi va, lasciate qui sotto i vostri commenti, nel caso l’abbiate già visitata, giusto per avere qualche riflessione in più.

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